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sabato 19 maggio 2012

Brindisi: è un attentato ai nostri figli!




La travagliata storia del nostro Paese ha vissuto momenti drammatici ma mai si era arrivati a tanta aberrazione.
Fare esplodere un ordigno all’ingresso di una scuola, con l’intento evidente di uccidere,  è una situazione che non avremmo mai potuto immaginare potesse avvenire ma che purtroppo è accaduta.
Occorre individuare al più presto e colpire con la massima severità gli autori di un atto orrendo e vile che suscita sentimenti di profondo sgomento e immensa rabbia per le vittime, i loro familiari e per la nazione.
L’UGL-Abruzzo, addolorata per questo inaccettabile ed incomprensibile crimine, è profondamente vicina ai ragazzi pugliesi ed alle loro famiglie.
L’attentato di questa mattina è un’aggressione effettuata nei confronti di tutti i ragazzi d’Italia e ciò non può essere accettato!
Auspichiamo risposte concrete ed immediate da parte dello Stato.
                                                                                        
                                                                  Piero Peretti


sabato 24 marzo 2012

La storia di un perseguitato.



Mario (nome di fantasia, ma la storia è verissima ed è di questi giorni) è dal 2000
un dipendente di Transcom e svolge mansioni di responsabilità all’interno del callcenter. Dopo il sisma del 2009, Mario insieme ad altri 280 colleghi viene licenziato da Transcom e decide, come
tanti altri, d’impugnare quella palese ingiustizia e si affida quindi alla Legge.
Il 14 Dicembre scorso Mario ed altri 55 lavoratori si vedono riconoscere dal
Tribunale dell’Aquila giustizia. Il Giudice del lavoro sancisce, senza ombra
di dubbio, che le motivazioni di Transcom per avviare una procedura di
licenziamento collettivo erano infondate e che quindi i terremotati non
potevano essere licenziati.Dal 2009 al giorno della sentenza, Mario, che ha due figli piccoli, si è trasferito al nord con la sua famiglia, aggrappandosi al lavoro della moglie, ma sempre
con la speranza di tornare appena possibile all’Aquila. Mario è aquilano e vuole continuare a vivere a L’Aquila. Contrariamente a tutti i suoi colleghi che hanno optato per il risarcimento anziché per il reintegro in Transcom, Mario, grazie anche ad un voluto ed insperato riavvicinamento in Abruzzo della moglie, decide di essere reintegrato sul posto di lavoro e
quindi viene riassunto da Transcom a L’Aquila.Sin qui la storia di Mario, sebbene travagliata, non avrebbe nulla di particolarmente opinabile, ma, purtroppo per Mario, il suo dramma è destinato a continuare.La condannata Transcom, infatti ,presumibilmente indispettita per il fatto che Mario ha rifiutato di sottoscrivere una transazione al ribasso per il danno economico ricevuto, ha ordinato a Mario un trasferimento nella sede di Lecce a far data dal 10 Aprile prossimo. La moglie che fa la pendolare per un lavoro, sì in Abruzzo ma lontano dall’Aquila,
ed il marito trasferito “per dispetto” a Lecce comportano un crimine nei confronti di una famiglia aquilana che vuole restare aquilana!!!!! Chiedo quindi, da aquilano e da Segretario
Generale della UGL Abruzzo, chiarimenti pubblici a Transcom per quanto sta
accadendo a Mario ed alla sua famiglia!

Io Mario da solo non lo lascio!
Piero Peretti

giovedì 19 gennaio 2012

Acceleriamo sulla vertenza sul mancato riconoscimento del livello con Transcom.


Entro il 15 Febbraio si parte!
Come è noto a tutti, Transcom WW, forse per mera dimenticanza, nel Giugno del 2009 dimenticò di riconoscere il livello superiore ai dipendenti del sito dell'Aquila. Tale dimenticanza ha comportato un danno evidente alle centinaia di lavoratori transitati in E-Care con un livello retributivo inferiore rispetto a quello spettante. Al fine di avviare le cause individuali per il riconoscimento del danno ricevuto, invitiamo tutti gli interessati a consegnare la documentazione richiesta alle RSU-Ugl di Ecare (Simona Fioretti e Fabiano D'Alessio) entro e non oltre il 15 Febbraio 2012.
Piero Peretti

lunedì 9 gennaio 2012

Trasporto Pubblico Locale: è indispensabile garantire la valenza sociale del servizio!



In data 09 gennaio 2012, presso la sede dell’Aquila, si è riunita la Segreteria Regionale della UGL-Abruzzo per valutare la situazione relativa al riordino del trasporto pubblico locale.

L’Ugl-Abruzzo conferma il proprio apprezzamento nei confronti delle determinazioni prese dal Consiglio Regionale che porteranno alla fusione delle società che effettuano trasporto su gomma. Tale operazione, però, otterrà i risultati sperati solo se tutti gli attori interessati mostreranno responsabilità. A tal riguardo, condanniamo fermamente l’atteggiamento dell’ARPA che, in modo unilaterale, ha azzerato la contrattazione di secondo livello tentando di far pagare ai lavoratori ed al Sindacato la “colpa” di aver portato avanti con determinazione la fusione delle aziende pubbliche.

In relazione all’ingresso di soggetti privati nel settore, fermo restando il rispetto delle nuove direttive del Governo Nazionale, riteniamo che esso possa avvenire solo se vincolato a rigide regole che garantiscano, non solo i lavoratori, ma anche e soprattutto l’utenza.
L’alta valenza sociale del Trasporto Pubblico non può essere gestita seguendo esclusivamente logiche di mercato!
Pensiamo, ad esempio, ai collegamenti con i paesi e le frazioni dell’Abruzzo interno che, pur non evidenziando appetibilità economica da un punto di vista imprenditoriale, sono indispensabili per la collettività.

Noi siamo convinti che una soluzione ottimale potrebbe essere quella dell’azienda unica in Public Company (o simili soluzioni d’itegrazione pubblico-privato) , che porterebbe certamente ad avere una gestione efficiente e produttiva e nel contempo conservare la socialità del trasporto locale pubblico nella nostra regione.

Siamo d’accordo al biglietto unico ma riteniamo che i piani tariffari debbano essere calcolati in modo equo con particolare riguardo nei confronti delle famiglie. Riteniamo, quindi, che un sistema basato sul “quoziente familiare” possa garantire una più equa formulazione dei piani tariffari.




UGL-Abruzzo
Il Segretario Generale
Piero Peretti

martedì 3 gennaio 2012

Sfollati dagli alberghi alle strutture ricettive della GdF: era ora!!!!



Meglio tardi che mai! Nello scorso Marzo l’UGL, unico sindacato a farlo, segnalò l’anomalia di coloro che erano ancora ospitati nelle strutture alberghiere con un costo pro-capite di 73 € al giorno e che sarebbero potuti essere ospitati nelle confortanti strutture ricettive della Guardia di Finanza (costo pro-capite 22 € al giorno).

A distanza di quasi un anno, la nostra proposta trova accoglimento mettendo fine, tra l’altro, ad uno sperpero di denaro enorme. E’ evidente, in ogni modo, che il danno economico derivante dal ritardo di questa decisione è immenso. Nel Marzo del 2011 infatti, gli ospitati negli alberghi erano oltre mille a fronte delle poche decine di oggi.

Appaiono inaccettabili le lamentele di quegli albergatori che minacciano oggi di licenziare i dipendenti. Prima di utilizzare i lavoratori come scudi umani, dovrebbero ricordare questi signori che “fare impresa” non vuol dire campare sull’assistenzialismo.

giovedì 29 dicembre 2011

Festività amare!



Lavorano per una banca e fanno Natale e Capodanno senza stipendio!
Incredibile il dramma che stanno vivendo sette operaie aquilane. Le donne, di pendenti da molti anni del Gruppo Nuova Veneta global service, che fornisce i servizi di pulizia per tutte le agenzie italiane del gruppo Intesa Sampaolo, sono senza stipendio da mesi. Le lavoratrici, disperate, si sono presentate presso la sede della UGL dove hanno incontrato il Segretario Regionale del sindacato Piero Peretti al quale hanno manifestato la loro difficilissima situazione. Le donne, nonostante le numerose sollecitazioni avanzate nei confronti del Gruppo Nuova Veneta, avanzano le mensilità di Novembre, Dicembre e della tredicesima mensilità. La maggior parte di loro sono monoreddito, circostanza questa, che rende la situazione ancor più drammatica. A nulla sono valsi neanche gli appelli formulati dalle lavoratrici ai responsabili aquilani di Intesa Sampaolo che, dimenticando le responsabilità dirette che ha l’ente committente nei confronti di chi gestisce gli appalti, hanno liquidato le sfortunate con un laconico. “ non possiamo farci nulla!”

Se entro la prossima settimana non verrà corrisposto quanto dovuto, le lavoratrici organizzeranno un presidio di protesta davanti la sede di Intesa Sampaolo di via Vicentini all’Aquila.